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Wulfilda
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mwbqWulfilda, conosciuta anche come Vulfilde e con molti altri nomi (... – Londra, 996), è stata una badessa dell'abbazia di Barking, nell'Essex, vissuta nel X secolo. È venerata come santa dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Comunione anglicana.

Contents

Note

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Biografia

Figlia di un nobile del mwcqWessex di nome Wulfelmo, Wulfilda venne cresciuta ed educata dalle monache benedettine dell'mwcgabbazia di Wilton, nel mwcwWiltshire, alla cui comunità si unì dopo aver preso i voti. Secondo la leggenda, Wulfelmo e la moglie ebbero Wulfilda dopo aver vissuto per diciotto anni come fratello e sorella, ed essendosi uniti solo dopo aver avuto la visione di un angelo che gli annunciava la nascita di una figlia che sarebbe diventata una sposa di Gesù.cite-ref-esp-1-0[1] Intorno al 970, mweaEdgardo d'Inghilterra nominò Wulfilda badessa dell'mweqabbazia di Barking, ricostruita sulle ceneri di un precedente monastero distrutto nel corso delle mwegdevastazioni danesi del secolo precedente. Secondo la leggenda, la sua nomina fu dovuta al fatto che re Edgardo volle riscattarsi dei lussuriosi ammiccamenti rivolti in passato alla giovane Wulfilda, dai quali Edgargo desistette solo dopo aver assistito a un miracolo che gli rivelò la devozione della giovane novizia, la quale, infine, prese i voti. Peraltro, dopo aver rinunciato a Wulfilda, Edgardo rivolse le sue attenzioni alla di lei cugina mwewWilfrida, che gli diede poi una figlia, mwfaEditta, al di fuori del matrimonio.cite-ref-2[2] Sempre per riscattarsi, Edgardo donò all'abbazia di Barking, che sotto la guida di Wulfilda fiorì e si espanse, diversi possedimenti, e la stessa Wulfilda, oltre ad aver donato molti altri possedimenti all'abbazia, fondò un altro monastero presso mwgqHorton, nel mwggDorset.

Nella sua agiografia di santa Wulfilda dedicata al vescovo di Londra mwhaMaurice,cite-ref-esp-1-1[1] all'epoca diocesano dell'abbazia di Barking, mwiqGozzelino di San Bertino racconta che, dopo la morte di re Edgardo, alcune monache di Barking denunciarono la badessa, la quale fu quindi deposta dalla regina mwigElfrida e si ritirò nella prioria di Horton. Sempre secondo i racconti, tale azione da parte della regina fu dettata dalla gelosia che ella nutriva verso Wulfilda a causa delle attenzioni a lei rivolte da re Edgardo. Dopo 20 anni di permanenza a Horton, Wulfilda fece ritorno a Barking, ormai ridotta sull'orlo della rovina finanziaria da parte dei prelati posti al potere da Elfrida, solo dopo che quest'ultima ebbe ricevuto l'ordine di richiamare Wulfilda da parte di una visione della fondatrice dell'abbazia, mwiwEtelburga, vissuta circa tre secoli prima. Secondo altre versioni, fu invece mwjare Etelredo II, figlio di Elfrida, a ripristinare Wulfilda nel ruolo di badessa di Barking.cite-ref-goz-3-0[3]

Gozzelino paragona poi il comportamento di Wulfilda verso le sue consorelle a quello di una madre umile, attenta e premurosa, con attività che includevano "attingere acqua, raccogliere legna, accendere fuochi, preparare provviste, distribuire vestiti e fare il bagno alle sue sorelle". Inoltre, egli si dilunga nel lodare la gentilezza di Wulfilda, descrivendo la sua pratica regolare e segreta di sedersi davanti alle porte della chiesa abbaziale e distribuire l'elemosina ai poveri che passavano.cite-ref-goz-3-1[3]

Dopo sette anni dal suo ritorno a Barking, Wulfilda dovette nuovamente lasciare l'abbazia e rifugiarsi a mwlwLondra per sfuggire ai Vichinghi e lì morì, in una data successiva all'anno 996. Le sue reliquie furono poi traslate nell'abbazia di Barking il 2 settembre del 1030 assieme a quelle di altre due sante, le prime due badesse dell'abbazia: la già menzionata Etelburga e mwmaIldelita. Secondo Gozzelino, che racconta anche i miracoli avvenuti per intercessione di Wulfilda dopo la sua morte, la venerazione della santa rimase diffusa molto a lungo.cite-ref-esp-1-2[1]

Note

cite-note-esp-11. mwpw(mwqamwqqFR) Gozzelino di San Bertino, mwqgmwqwLa Vie de sainte Vulfhilde par Goscelin de Cantorbéry, in Esposito, Mario (a cura di), mwraAnalecta Bollandiana, vol.mwrq 32, 1913, pp.mwrg 10-26. mwrwURL consultato il 31 ottobre 2023.
cite-note-22. mwswBarbara Yorke, mwtamwtqThe Women in Edgar's Life, in Donald Scragg (a cura di), mwtgEdgar, King of the English, 959-975: New Interpretations, Boydell & Brewer, 2008, mwtwISBNmwua 9781843833994.
cite-note-goz-33. mwvwGozzelino di San Bertino, mwwamwwqTexts of Jocelyn of Canterbury which relate to the History of Barking Abbey, in Colker, M.L. (a cura di), mwwgStudia Monastica, vol.mwww 7, Boydell & Brewer, 1965, pp.mwxa 383-460. mwxqURL consultato il 31 ottobre 2023.